Università degli Studi di Bari Università degli Studi di Bari
Informa Soc. Coop.
8 giugno 2007 - Bari, sala Aldo Moro, Facolà di Giurisprudenza

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I processi di apprendimento formali, non formali ed informali: dal Progetto FAIR ai contesti organizzativi

 

Descrizione

FAIR - For a new recognition of skills informally and non formally developed in the fair trade sector – è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma comunitario Leonardo da Vinci – seconda fase 2000-2006 – Misura Materiale di Riferimento. Il progetto, di durata triennale (2004 – 2007), è coordinato da ASTER soc. cons. p.a. e promosso da CTM Altromercato.

 

Obiettivi

Scopo principale del progetto è potenziare i processi e gli strumenti esistenti nelle politiche dell’istruzione e della formazione lungo tutto l’arco della vita, e di mettere a punto, in collaborazione con gli attori dei sistemi educativo-formativo, degli indicatori che consentano da un lato di valorizzare l’intera gamma di modalità di apprendimento formale, non formale e informale, dall’altro di riconoscere qualifiche non solo formali ma anche di apprendimento non formale ed informale attraverso maggiore trasparenza e migliori garanzie di qualità. Il progetto FAIR nasce dall’esigenza sempre più evidente di riconoscere le competenze apprese al di fuori dei percorsi di apprendimento formale e di riconoscere il ruolo ormai crescente del terzo settore che offre la possibilità di acquisire competenze professionali attraverso le attività di volontariato e le opportunità lavorative e di impiego.
Gli obiettivi del progetto di ricerca FAIR sono:

  1. Individuare in tutti i Paesi partner i luoghi di apprendimento informale e non formale all’interno del mondo della cooperazione sociale e delineare le competenze e conoscenze di tipo trasversale e interdisciplinare che si acquisiscono in questi luoghi sottolineando la peculiarità di questa forma di apprendimento rispetto alle competenze precedentemente definite
  2. Valorizzare le esperienze di apprendimento informale e non formale nel mondo della cooperazione sociale
  3. Indagare se, ed eventualmente in che modo, il mondo dell’impresa attribuisce una positiva e significativa valenza alle competenze acquisibili nell’ambito del processo di apprendimento informale e non formale proprio del mondo della cooperazione sociale.

 

Contesto

A livello transnazionale numerose sono le organizzazioni non profit, strutturate in maniera diversa (cooperative, imprese sociali, associazioni, gruppi di volontariato) che hanno scelto il fair trade come settore economico di intervento.
Ciò che caratterizza questa nuova area dell’economia sociale è la grande eterogeneità delle persone che, a vario titolo, partecipano al sistema:accanto al forte coinvolgimento del volontariato che acquisisce e sviluppa competenze e abilità che necessitano di un riconoscimento, resta importante il ruolo di professionalità diversificate.
FAIR è rivolto principalmente alle istituzioni, preposte al riconoscimento delle competenze, agli operatori dell’ambito formativo (scuole e università), del lavoro (associazioni di categoria) e della cooperazione sociale (soprattutto strutture del commercio equo e solidale).
Lo scopo è quello di consentire loro l’acquisizione di strumenti e metodologie per la valorizzazione, la certificazione e la trasferibilità delle competenze acquisite e sviluppate in percorsi di apprendimento non formale (luoghi di lavoro, organizzazioni/gruppi della società civile, servizi a completamento dei sistemi formali) e informale (attività di vita quotidiana collegate alla famiglia, tempo libero, etc.) per contribuire ad una migliore occupabilità e per raggiungere i risultati di apprendimento più efficaci e coerenti con i bisogni della società.

Leonardo da Vinci
Progetto Fair
Commissione Europea